Le emorroidi potrebbero essere la condizione più discussa e tuttavia fraintesa in gastroenterologia. Quasi tutti hanno un'opinione, un rimedio casalingo o una storia dell'orrore, ma sorprendentemente poche persone capiscono cosa sono realmente le emorroidi, perché si verificano e come gestirle correttamente. Vorrei mettere le cose in chiaro: le emorroidi non sono una malattia. Sono normali strutture anatomiche: cuscinetti di vasi sanguigni, tessuto connettivo e muscolatura liscia che rivestono il canale anale. Tutti li hanno. Diventano un "problema" solo quando si gonfiano, sanguinano, prolassano o causano disagio. E quando lo fanno, c’è un percorso chiaro e basato sull’evidenza per ottenere sollievo.
🔬 Interno vs. Esterno: due bestie diverse
Comprendere la distinzione tra emorroidi interne ed esterne è fondamentale perché si presentano in modo diverso e richiedono approcci diversi.
Le emorroidi interne insorgono sopra la linea dentata, un confine all'interno del canale anale dove cambia l'apporto nervoso. Poiché quest'area ha un'innervazione viscerale (non somatica), le emorroidi interne sono generalmente indolori.
Grado I: Sanguinamento senza prolasso. Noti sangue rosso vivo sulla carta igienica o nella tazza, ma non sporge nulla.
Grado II: Prolasso durante lo sforzo ma retrazione spontanea. Potresti sentire qualcosa che fuoriesce durante un movimento intestinale, ma ritorna da solo.
Grado III: prolasso che richiede una riduzione manuale. Il tessuto esce e deve essere reinserito delicatamente all'interno.
Grado IV: prolasso permanente e non può essere ridotto. Questi possono rimanere incarcerati o trombizzati, richiedendo cure mediche urgenti.
Le emorroidi esterne si sviluppano sotto la linea dentata, dove la pelle ha un ricco rifornimento di nervi somatici. Ciò significa che possono essere estremamente dolorosi, soprattutto se trombizzati (quando si forma un coagulo di sangue all'interno). Un'emorroide esterna trombizzata si presenta come una massa compatta, tenera e bluastra sul margine anale. Il dolore è peggiore nelle prime 48-72 ore e in genere si risolve in 1-2 settimane quando il coagulo viene assorbito.
⚡ Fattori di rischio: perché le emorroidi divampano
I sintomi delle emorroidi derivano da una maggiore pressione sui cuscinetti anali. I seguenti fattori sono i contributori più consolidati:
🏠 Trattamento domiciliare: strategie di prima linea
La buona notizia è che la maggior parte delle riacutizzazioni delle emorroidi (circa l'80%) risponde al trattamento conservativo entro 2-4 settimane. Ecco cosa funziona davvero:
🏥 Quando è necessario un intervento chirurgico
La maggior parte delle emorroidi non richiede mai un intervento chirurgico. Ma per le emorroidi interne persistenti di grado III-IV o per le emorroidi esterne trombizzate ricorrenti, l'intervento procedurale offre un sollievo definitivo.
Procedure ambulatoriali (per emorroidi interne di grado I–III):
La legatura elastica è la procedura ambulatoriale più utilizzata ed efficace. Un piccolo elastico viene posizionato alla base delle emorroidi interne, interrompendo l'afflusso di sangue. Il tessuto appassisce e cade entro 5-7 giorni. La percentuale di successo supera l'80%. Un lieve disagio e pressione sono normali per 24-48 ore.
La coagulazione a infrarossi utilizza la luce focalizzata per coagulare il tessuto emorroidario. Meno efficace del bendaggio ma associato a meno disagio. Ideale per le classi I-II.
L'emorroidectomia chirurgica è riservata alle emorroidi di grado III-IV che hanno fallito le misure conservative e le procedure ambulatoriali. È il trattamento più efficace (percentuale di successo del 95%) ma comporta un dolore postoperatorio significativo e un periodo di recupero di 2-4 settimane.
- Il sanguinamento rettale deve essere sempre valutato da un operatore sanitario, soprattutto dopo i 45 anni. Il cancro del colon-retto, le malattie infiammatorie intestinali e le ragadi anali possono tutti simulare i sintomi delle emorroidi.
- È particolarmente importante indagare su un cambiamento nelle abitudini intestinali combinato con sanguinamento.
- Il sangue scuro o catramoso non proviene da emorroidi: suggerisce un sanguinamento del tratto gastrointestinale superiore e necessita di una valutazione urgente.
- Un dolore forte e incessante con un nodulo perianale può indicare un ascesso, non un'emorroidi.
🛡️ Prevenzione: la tua strategia a lungo termine
Se potessi dare un consiglio per prevenire le emorroidi, sarebbe questo: non trascorrere più di 5 minuti in bagno. Ogni minuto in più che trascorri lì, i cuscini anali non supportati si riempiono di sangue sotto gravità. Metti giù il telefono, fai i tuoi affari e vattene. Le tue emorroidi, attuali o future, ti ringrazieranno.